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“Siamo tutti remi”

Mi chiamo Omar Turati , dal 2003 sono affetto da Sclerosi laterale amiotrofica.

Nel luglio 2009, grazie a Dio e alla forza dell’Amore, sono tornato a scrivere canzoni,  la prima di questo nuovo ciclo si chiama S.L.A. (Solo Libera l’Anima). Da cui prendono il nome la mia biografia pubblicata dalla casa editrice Monti con prefazione di S.E. Carlo Maria Martini e il progetto di raccolta fondi per l’assistenza ai malati dal novembre 2010 proposto sul sito www.sololiberalanima.com

La canzone “Siamo tutti remi”, scritta a quattro mani con Giuseppe Giuffrida, racconta la solidarietà e l’amore dal punto di vista di un malato che soffre in solitudine.

Essendo stata composta da un autore di Milano e un musicista di Catania è destinata a unire l’Italia intera nella lotta contro la Sclerosi laterale amiotrofica e l’indifferenza.

E’ un rock-invito a fare (come dissi a “Kekko” dei Modà nel luglio 2012 a Torino) come i giocatori di rugby che “corrono avanti guardando indietro”, avendo cioè sempre un occhio di riguardo per chi sta peggio.

La presenza di giovani cantanti nella registrazione del brano è un valore aggiunto perché sono loro l’investimento nel futuro e sono loro che diranno ai coetanei andiamo nella direzione della solidarietà perché “Siamo tutti remi”.

Il progetto omologo è una grande scommessa che  Marcello e la Fondazione Lucio Dalla, che ringrazio di cuore, hanno voluto fare per dare un colpo (di remo) alla Sclerosi laterale amiotrofica e per sostenere la ricerca e l’assistenza ai malati di S.L.A. come me.

Non ho parlato con “quasi nessuno” di questa preziosissima opportunità perché ho sempre paura che possa succedere qualcosa un attimo prima che il mio sogno divenga realtà. Come il maratoneta che sviene a 100 m dal traguardo. La paura è frutto dell’esperienza, questa malattia infatti a volte mi ha costretto a rinunciare alle cose per me importanti.

E oggi ho l’immenso onore di avere addirittura la città della Canzone italiana come eccezionale trampolino di lancio.

Sono commosso dalla vostra grande disponibilità e solo all’idea di essere virtualmente con voi,  mi tremano le gambe.

Grazie.

Omar

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