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In Quella Notte di Stelle

In Quella Notte di Stelle

Cofanetto in edizione De-Luxe di 2 CD
Pubblicato da Sony Music Italy su etichetta OKeh
1 OTTOBRE 2013

Lucio Dalla
con
Stefano di Battista Jazz Quartet
E la partecipazione di Nicky Nicolai

Nella notte del 1 settembre 2004, che ovviamente immaginiamo stellata e magnifica, nella splendida cornice del Teatro Romano di Benevento si tenne questo concerto-evento, parte  di una meravigliosa tournée che quell’anno toccò alcuni delle sedi concertistiche più emozionanti d’Italia e d’Europa, magnifico esempio dell’altissima qualità raggiunta dal jazz italiano negli ultimi decenni e del grande sodalizio tra il jazz e il pop più innovativo e intelligente, perfettamente incarnato dalla doppia anima di Lucio Dalla, autore di infinite canzoni popolari, ma meno conosciuto quale interprete di sana tempra jazz.
Il perfetto sodalizio personale e professionale tra Dalla e Stefano Di Battista trova qui il suo coronamento, come spesso accade nel live, quando nell’impeccabile sintonia di palco si trova l’eco di una cena divertente, di una grande amicizia, della stima reciproca, di una lunga storia comune.
Lucio Dalla e Stefano Di Battista si incontrarono la prima volta grazie al grande amore di Dalla per il pianista francese Michel Petrucciani, di cui era fan entusiasta e con cui Di Battista collaborava da tempo. Prima fu un concerto a Bologna, poi tanti altri, nei quali Dalla si recava ‘a tutti i costi’, con la gioia e l’accanimento del semplice fan. Il sodalizio artistico fu immediato, trainato dal grande amore di Di Battista per la voce di Dalla e la grande stima di Dalla per il virtuosismo artistico dello strumentista puro.
Lucio Dalla aveva voglia di tornare al clarino, alla musica acustica, suonata, alla sua giovinezza jazz, ai brani che avevano segnato la sua adolescenza, provando a tornare ad un livello professionale con il suo strumento del cuore.
Una voglia che ciclicamente gli tornava, nella sua inesausta curiosità per ogni forma d’arte, per ogni persona portatrice d’arte, un desiderio che gli era tornato anche poco prima di morire, come racconta Di Battista.

Una caratteristica importantissima di questo live album è l’aver conservato le introduzioni parlate di Lucio Dalla, che cercava con la sua spontaneità, ma anche la sua poesia di grande affabulatore, di raccontare al pubblico le radici della sua grande passione, delle sue scelte, arricchendole di ricordi, battute, definizioni brucianti. Come quando ricorda il concerto di Thelonius Monk ‘il pazzo’ al teatro Duse di Bologna, quella volta che Monk rubò il cappello al taxista bolognese, che seguì tutto il concerto dietro le quinte con Lucio nel disperato tentativo di recuperarlo. Tentativo ovviamente fallito, ma quella volta, dice Lucio, iniziò la mia passione per i cappelli. Ma forse è assurdo tentare di raccontare Dalla che racconta, molto meglio ascoltare la sua voce narrante prima di ogni magnifico pezzo.

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