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Intervista con l’avvocato

Buon giorno, grazie avvocato,
sono del Manchester Guardian,
non le farò perdere tempo.
Questa è la prima domanda:

Come concilia il proposito
del taylorismo superato
poi vuotare Mirafiori
e riempire di nuovo
il treno dell’immigrato
e prendere l’occasione
di decentrare la produzione?

Grazie, ho capito avvocato;
lei non mi fa perdere tempo,
è sempre molto educato
Questa è la seconda domanda:

La Fiat nella sola Torino
ha centoventimila operai
e quindicimila le industrie
legate a questo destino
L’area dell’intera città
è tanto densa da fare pietà
E lei adesso sbaracca a Volvèra
la fabbrica per i ricambi
e la fonderia a Crescentino?

Ancora un momento, avvocato;
l’argomento è complesso
e tocca svariati argomenti
La stringo ancora fra i denti
se non è troppo occupato

Da tutti è ormai confermato
che l’auto è in una crisi profonda,
che l’auto non ha futuro
come uno stecco di legno su un’onda
e che dopo l’assestamento
le auto saranno più rare
e finiranno per scomparire
come lampare sul mare
Lei cosa dice di fare?

Concordo con lei avvocato:
il futuro è uno strazio;
mi sembra poi che l’incertezza
a lei non dia molto spazio
Le faccio la quarta domanda:

Ha scritto un bambino
in una inchiesta recente
«Lager in una scuola italiana»:
«Mio padre è povero e magro,
povero magro e basso»
Ma l’auto non avrebbe un futuro
se potesse portare a spasso
anche quel padre con quel bambino
cavandoli al loro destino?

Eh, lo so bene avvocato
che niente è mai per l’eterno,
che ogni giorno è rovesciato
e che ogni anno finisce in inverno

Dal giacimento di Ekofisk
che butta greggio a mitraglia,
lassù nel mare del Nord,
c’è petrolio per l’Italia
Un’isola lunga un chilometro
con serbatoi di cemento e d’acciaio
Ma il fuoco anche di questo futuro
non brucia soltanto chi è in basso?

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